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mercoledì 25 febbraio 2015

L'ORA DELLA TERRA


“Il 28 marzo milioni di persone nel mondo unite sotto il segno del WWF per dare un futuro al pianeta”   


Al grido di “Change Climate Change” torna, sabato 28 marzo – pochi mesi prima del tanto atteso nuovo accordo globale sul clima –  l’Ora della Terra, la più grande mobilitazione globale nata come evento simbolico per fermare il cambiamento climatico. Le luci si spegneranno per un’ora, dalle ore 20.30 alle 21.30,  attraverso tutti i fusi orari, dal Pacifico alle coste atlantiche. Una vera e propria sfida con cui, attraverso il coinvolgimento delle persone, dai cittadini alle celebrities, dalle aziende alle amministrazioni, ciascuno è chiamato a promuovere un’azione capace  di generare un vero e proprio cambiamento come richiama lo slogan Change Climate Change – Use your power. Un’azione che vedrà una tappa importante proprio nel 2015, anno in cui si deve chiudere il negoziato dell’ONU per un accordo globale, a Parigi, il prossimo dicembre nella COP21.

Il 2014, secondo quanto hanno rilevato alcuni tra i più importanti centri di ricerca, che registrano le temperature globali del pianeta, come il GISS della NASA, il  NOAA, la Japan Metereological Agency e il Met Office britannico, è stato registrato come  l’anno più caldo sulla Terra a partire dal 1880. Da allora, infatti, la temperatura media della superficie terrestre è aumentata di  0.8 gradi C. Sono quindi superati  i record precedenti, sia quello del 2005 che del 2010. I dieci anni più caldi, con l’eccezione del 1998, sono tutti nel periodo che va dal 2000 ad oggi.  Il cambiamento climatico è una delle minacce più devastanti per gli ecosistemi, la biodiversità, la straordinaria ricchezza della vita sulla Terra grazie alla quale deriviamo il nostro benessere e il nostro sviluppo  e la vita di centinaia di milioni di persone sul pianeta.

"Il cambiamento climatico non è solo la questione del momento, è il problema della nostra generazione – ha dichiarato Mariagrazia Midulla, responsabile energia e Clima del WWF Italia - Earth Hour è il movimento focalizzato sul problema del cambiamento climatico e sulle possibili soluzioni che coinvolge  persone, comunità, istituzioni e aziende nel mondo. Le luci si spegneranno per un' ora, ma le azioni di milioni di persone durante l'anno ispireranno le soluzioni necessarie per fermare il cambiamento climatico. Bisogna far presto e fare quello che la comunità scientifica ci consiglia, cioè decarbonizzare economia e sviluppo. Il riscaldamento globale non conosce confini: Earth Hour coinvolge tutti i cittadini del mondo e rende i loro gesti, uniti a tanti altri, altamente significativi di una volontà comune”.

Infatti, fin da ora gli organizzatori di Earth Hour stanno lavorando con cittadini,  politici e imprese per guidare i progressi sul clima in oltre 120 paesi, come sta avvenendo con il governo del Nepal in materia di politica ambientale per facilitare l'accesso all’energia solare per l'uso residenziale urbano, con la sensibilizzazione sul clima nelle scuole in Europa e in Africa e con il lavoro con agricoltori e pescatori dall’ Australia alla Colombia.

I monumenti più famosi del mondo resteranno, ancora una volta, al buio durante Earth Hour e tutti i sostenitori nei cinque continenti potranno inoltre utilizzare l’Ora della Terra per promuovere soluzioni al cambiamento climatico: dal sostegno all’installazione di energia solare alla lotta alla deforestazione, dalla legislazione all'istruzione e le pratiche commerciali eco-responsabili.
All’appello del WWF stanno rispondendo i primi testimonial: anche quest’anno  Marco Mengoni ha scelto da subito di sostenere l’Earth Hour ed il suo messaggio è inserito nel video di promozione del WWF.

Nel 2014 i sostenitori di Earth Hour hanno raccolto fondi per piantare milioni di alberi, promuovere l'uso di stufe a basso consumo di carburante e ridurre l'impronta di carbonio di migliaia di scuole. Dal 2007, Earth Hour ha mobilitato imprese, organizzazioni, governi e  centinaia di milioni di persone in oltre 7.000 città e 162 paesi.

EARTH HOUR IN ITALIA
Ad oggi i comuni di  piccole e grandi città che hanno aderito a Earth Hour 2015 sono già 55 : verranno spenti i monumenti e chiese, dalla Basilica di San Pietro al Castello Sforzesco e Palazzo Marino a Milano, da Palazzo Vecchio e Ponte Vecchio alla statua del David a Piazzale Michelangelo a Firenze, dal Palazzo Accursio di Bologna all’Arena di Verona,. Tra gli spegnimenti inediti non poteva mancare Expo 2015 che a Milano, a un mese dall’inizio della esposizione dedicata al cibo,  spegnerà l’Expo Gate dove sono previste attività di animazione fin dal pomeriggio. Per trascorrere l’Ora di Buio verranno organizzate cene al lume di candela, spettacoli di danza in piazza, attività con bambini.
Anche alcune delle Oasi WWF aderiscono organizzando eventi dedicati per quella sera, da Orbetello e Orti Bottagone in Toscana a Macchiagrande nel Lazio, da Alviano in Umbria al Bosco di Vanzago in Lombardia. E poi Valpredina, Valmanera, Miramare, le Cesine, Ripa Bianca di Jesi e Monte Arcosu.


mercoledì 26 novembre 2014

Il WWF e il vertice di Lima sul Clima: Salviamo le foreste e le foreste salveranno il Pianeta


mercoledì 26 novembre 2014


I cambiamenti del clima incidono sulla deforestazione che a sua volta incide sul clima in un circolo vizioso che deve assolutamente essere interrotto perché non venga superato il punto critico oltre il quale non possiamo sapere quali saranno gli effetti sull’uomo .

Le emissioni derivanti dai processi di deforestazione hanno raggiunto nel 2013 la cifra di 3.3 miliardi di tonnellate, che costituisce un 8% delle emissioni totali.

 Il vertice della Convenzione sui cambiamenti Climatici delle Nazioni Unite (UNFCCC) che si terrà a Lima dal 1 al 12 dicembre è uno dei  passaggi fondamentali verso la COP21 di Parigi  quando dovrà essere siglato il nuovo accordo globale post 2015.


“Ci sono fin troppe prove scientifiche che dimostrano il nesso fra deforestazione e 

Gianfranco Bologna,

 direttore scientifico del WWF Italia


cambiamenti climatici. Continuare a bruciare carbone, petrolio e gas e a continuare nei processi di deforestazione e degrado degli ecosistemi forestali, significa solo aggravare l’instabilità climatica con l’alta probabilità di raggiungere e superare delle soglie molto pericolose per tutte le società umane e per l’intera natura e ricchezza della biodiversità con cui condividiamo questo periodo della vita del nostro pianeta e grazie alla quale riusciamo a vivere e a ottenere benessere e sviluppo” dice Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia.


Il WWF, pur denunciando la gravità della situazione, ricorda, però, che possiamo ancora fare qualcosa per rimanere al di sotto dei 2°C di aumento medio della temperatura globale. Mariagrazia Midulla, responsabile Clima Energia del WWF Italia, sottolinea  l’importanza sia degli impegni Usa – Cina sia dei segnali politici  per la riduzione delle emissioni entro il 2014 e lo sviluppo del solare nei prossimi tre anni per “lasciare i combustibili fossili sotto terra”.



Mariagrazia Midulla,
 responsabile Clima Energia del WWF Italia
“Le conseguenze dell’inazione sarebbero tremende - ha detto Mariagrazia Midulla,  che seguirà a Lima i negoziati - le alternative ai combustibili fossili stanno già dimostrando tuttele loro potenzialità: dire che la sfida è difficile non è più una scusa valida. Abbiamo solo un anno di tempo prima del Summit di Parigi.

C’è stato un buon avvio con le ‘offerte iniziali’ da parte di Cina, Stati Uniti e Unione europea, che si sono tutti impegnati a ridurre le emissioni. Gli impegni finanziari assunti da un certo numero di paesi all’inizio di questo mese costituisce un altro necessario impulso politico ai negoziati”. 

La Conferenza sul clima delle Nazioni Unite di Lima, dunque,  sarà fondamentale per accertare la volontà politica per un nuovo accordo globale sul clima. I governi sono tenuti a concordare il quadro del nuovo strumento legale che deve essere approvato a Parigi nel 2015. 


“Non si possono più commettere errori o perdere ulteriore tempo prezioso. La COP20 è una cartina di tornasole per la volontà politica di raggiungere un accordo mondiale ambizioso ed equo sul cambiamento climatico dopo che sia la comunità scientifica che centinaia di migliaia di cittadini in tutto il mondo hanno sottolineato la necessità di agire presto e in modo efficace “


La lotta alla deforestazione deve essere combattuta su scala globale e locale. Globalmente attraverso il coinvolgimento delle istituzioni che hanno un peso sulle riforme e sulle politiche del pianeta e attraverso il coinvolgimento della società civile che è responsabile in modo diretto del consumo e della distruzione delle foreste; localmente nella realizzazione di percorsi di sostenibilità, insieme alle comunità locali, che dimostrino la possibilità di vivere e utilizzare le foreste nel pieno rispetto degli equilibri ecologici, dei diritti delle comunità locali e dei principi di democrazia e  benessere. 


E’ questa la strategia che il WWF porta avanti in Amazzonia con la Living Amazon Initiative e nello specifico con il progetto “Tresfronteras” a cavallo tra Perù, Colombia ed Ecuador. Un progetto di grandissima soddisfazione che vede coinvolti tutto il sistema di attori che vivono delle e nelle foreste di questo angolo prezioso e remoto del paese: aree protette, comunità indigene, piccoli imprenditori, istituzioni locali e nazionali. Il progetto “Tresfronteras” è stato nella primavera 2014 al centro della campagna di raccolta fondi del WWF Italia a tutela dell’Amazzonia e ha coinvolto 90.000 sostenitori solo in Italia.